Un lavoro scientifico interdisciplinare, nato oltre dieci anni fa dall’incontro tra neuroscienze, linguistica e intelligenza artificiale, ha ricevuto l’ISCA Best Research Paper Award 2026. Tra gli autori dello studio, la Prof.ssa Laura Calzà, Direttore Scientifico di Fondazione IRET.
Lo studio “Linguistic features and Automatic Classifiers for identifying Mild Cognitive Impairment and Dementia”, firmato da Laura Calzà, Gloria Gagliardi, Rema Rossini Favretti e Fabio Tamburini, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento internazionale assegnato in occasione della conferenza Interspeech 2026, svoltasi a Sydney.
Pubblicato nel 2021 sulla rivista Computer Speech and Language, il lavoro è stato premiato come miglior articolo originale pubblicato sulla rivista nel quinquennio 2021–2025.
L’aspetto particolarmente significativo di questa ricerca è la sua capacità di aver anticipato i tempi. Già nel 2014, quando le applicazioni dell’intelligenza artificiale in questo ambito erano ancora poco esplorate, il gruppo di studiosi aveva avviato un percorso interdisciplinare volto a indagare le potenzialità dell’analisi automatica del linguaggio nell’identificazione di possibili segnali di deterioramento cognitivo.
Attraverso tecniche di machine learning e l’analisi di specifiche caratteristiche linguistiche, lo studio ha esplorato nuove possibilità per distinguere condizioni di deterioramento cognitivo lieve e demenza, contribuendo ad aprire prospettive per lo sviluppo di strumenti di screening non invasivi e accessibili. Una testimonianza del valore di un approccio capace di integrare competenze differenti, dalla linguistica computazionale alle neuroscienze, per affrontare sfide complesse nell’ambito della salute.
Un riconoscimento che valorizza non soltanto la qualità della ricerca, ma anche la capacità della collaborazione interdisciplinare di anticipare nuove frontiere della conoscenza.




