Con l’inaugurazione dei nuovi spazi all’interno dei laboratori di ricerca di Fondazione IRET è stato avviato il progetto di sviluppo 2020-2022 che si pone ambiziosi obiettivi di crescita, al servizio della ricerca di base sulle malattie neurodegenerative, in sinergia con tutti gli attori del territorio.

Potenziato anche il ruolo di IRET come gestore del Tecnopolo di Bologna-Ozzano, punto d’accesso alle competenze della Rete dei Laboratori ad alta Tecnologia della Regione.

In questo polo medico-scientifico d’avanguardia, inaugurato nel 2012, in forte sinergia con l’Alma Mater Studiorum, lavorano oggi 15 giovani ricercatori che studiano le malattie degenerative e lesioni del sistema nervoso centrale quali sclerosi multipla, malattia di Alzheimer, demenze vascolari, Parkinson, lesioni traumatiche midollari e dolore cronico, con lo scopo di individuare strategie innovative per contrastarne l’avanzamento, ripararne i danni, individuare le cause per prevenirne l’insorgenza.

Le malattie neurodegenerative rappresentano infatti una delle emergenze sociali, spesso sottovalutata, del ventunesimo secolo. La demenza di Alzheimer colpisce circa 900mila persone in Italia, il morbo di Parkinson 250mila, la sclerosi multipla un abitante ogni 1.100, tra i 15 e i 50 anni; inoltre, le tendenze demografiche e i cambiamenti negli stili di vita porteranno inevitabilmente a un’esplosione del problema nei prossimi decenni: l’impatto sociale e i costi saranno elevatissimi, al punto da mettere a repentaglio la sostenibilità dei sistemi di welfare.

Nel raggiungimento degli obiettivi scientifici determinante è il ruolo delle più recenti tecnologie a disposizione dei ricercatori , da un’avanzatissima postazione dello studio del comportamento spontaneo-cognitivo e sensitivo-motorio a strumenti di amplificazione e quantificazione del DNA, fino a sofisticati microscopi che, grazie ai raggi laser, permettono di studiare le cellule vive a un’eccezionale risoluzione, arrivando al cuore delle molecole. Queste tecnologie e conoscenze sono state inoltre ottimizzate per lo sviluppo di terapie innovative, anche al servizio della ricerca industriale.

“Nelle malattie neurodegenerative le terapie disponibili sono sintomatiche e in pochi casi modificano la storia naturale di malattia, dunque la ricerca di base è di primaria importanza; e anche quando non è possibile, ad oggi, intervenire direttamente sulle cause, è però possibile limitare e ritardare l’insorgenza delle disabilità gravi utilizzando approcci innovativi focalizzati sulle fasi precoci della malattia” commenta Laura Calzà, docente di medicina rigenerativa e Scienze Cognitive dell’Università di Bologna. 

“Gli obiettivi che ci poniamo per i prossimi tre anni sono chiari – aggiunge Luciana Giardino, presidente di IRET: identificare due elementi di prevenzione secondaria della malattia di Alzheimer; definire, nell’ambito della medicina rigenerativa, la formulazione di un nuovo prodotto farmacologico/biotecnologico per lesioni acute di cervello e midollo spinale; identificare, per quanto riguarda le malattie rare, approcci terapeutici per modificare la storia naturale di malattia dei piccoli pazienti. È necessario il sostegno di tutti coloro che credono nel valore del progresso scientifico e sono disponibili a impegnarsi in prima persona perché si riesca a fare di più, e prima”.

Dalla sua nascita, Iret ha pubblicato oltre 250 articoli su riviste scientifiche internazionali e presentato oltre 400 contributi a congressi scientifici nel mondo.

Oggi per la Fondazione, da sempre impegnata su grandi progetti nazionali e internazionali, si apre una nuova fase di crescita e sviluppo: obiettivo della Fondazione è aumentare l’impegno su nuovi fronti scientifici, ampliare ulteriormente le attrezzature e allargare il gruppo di ricerca, con l’inserimento di nuove risorse umane e la creazione di opportunità di lavoro continuativo, in cui convenzioni con università e associazioni di pazienti avranno un ruolo primario. 

Anche per questo IRET punta a intensificare i rapporti con gli enti e le imprese del territorio e non solo, rivolgendo ad aziende e imprenditori l’invito a supportare la ricerca d’avanguardia in un ambito cruciale per la società.

Per sapere come diventare partner del nostro progetto di sviluppo contattaci qui:

Paolo Celli
consigliere IRET con delega allo sviluppo

p.celli@iret-foundation.org

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